STORIA
dell'Istituto Tecnico Commerciale
"Cesare Pavese"
di Caserta

 

Per sdoppiamento dell'I.T.C. "Terra di lavoro" di Caserta ad indirizzo mercantile, l’Istituto Tecnico Commerciale "Cesare Pavese" di Caserta fu istituito con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel mese di luglio 1978 con autorizzazione al funzionamento a decorrere dall'1/10/1978 come I. T .C. ad indirizzo amministrativo. Esso, nel primo anno di vita, funzionò con un organico di 42 classi, di cui 6 corsi completi e 12 classi collaterali. Tutte le classi successive alla prima (seconde, terze, quarte e quinte) completarono il corso di studi, fino al conseguimento della maturità, seguendo l'ordinamento mercantile, mentre le sole classi prime seguirono in verticale l'indirizzo amministrativo. L'indirizzo mercantile cessò, quindi, di coesistere con quello amministrativo al termine dell'anno scolastico 1981/82.

L'Amministrazione Provinciale destinò alla nuova scuola i locali dell'ex Archivio di Stato, siti in via Acquaviva, non immediatamente utilizzabili appieno perché in fase di ristrutturazione non compiuta alla data dell'l/l0/l978; pertanto fino alla primavera del 1979 l'attività didattica si svolse solo per poche classi nell'ex Archivio di Stato, mentre per le rimanenti si fece uso dei locali dell'ex Sede Vescovile di corso Trieste, già sezione staccata del "Terra di lavoro": in tale stabile furono collocati, in via provvisoria, anche gli uffici di Presidenza e di Segreteria.

Non fu un anno facile il 1978-79 né per gli alunni né per gli operatori interni, a causa delle numerose e gravi difficoltà reali quali l'esiguità ed inadeguatezza statica e igienica dei locali disponibili, la modestia ed insufficienza delle suppellettili, la sensibile distanza fra le due sedi scolastiche, il ritardo nell'assegnazione del personale docente ed A.T.A. e nella trasmissione degli atti necessari alla gestione didattica ed amministrativa del nuovo istituto, le non confortevoli condizioni igienico-sanitarie dei locali effettivamente in uso. Mirabili però furono lo spirito di adattamento e l'entusiasmo costruttivo con cui tutti vissero quella difficile situazione di frontiera che, si temeva, potesse scoraggiare, indebolendo anche le volontà più tenaci e determinate.

Le prove concrete di tanto fervore furono gli esiti finali del lavoro svolto dagli allievi sia in sede di scrutinio finale che di esami di maturità e la continuità del processo formativo resa possibile dall'altissimo indice di frequenza degli alunni che consapevoli della temporaneità delle carenze  strutturali, seppero attendere la "normalità" senza ricorrere ad assenze collettive di protesta.

Senza togliere alcun merito all'innegabile senso di responsabilità e alla dignità con cui gli alunni seppero affrontare i disagi cui sopra si è fatto cenno, appesantiti dal cambiamento di abitudini scolastiche e dalla interruzione del dialogo formativo con i docenti avuti negli anni precedenti, corre l'obbligo di sottolineare le capacità professionali dei formatori di giovani colti e consapevoli dei loro doveri di alunni-cittadini, di tutto il corpo docente del "2° ITC" di Caserta, di chi non dimentica lo spessore culturale, le capacità dialettiche mai pretestuose ma piuttosto mirate a migliorare l'azione didattica e formativa, la disponibilità alla collaborazione con gli organi di gestione della scuola senza alcuna pretesa di acquisizione di meriti o privilegi ufficiali od occulti.

Nella primavera del 1979, dichiarati agibili i locali dell'ex Archivio di Stato, a conclusione dei lavori di ristrutturazione commissionati dall'Amministrazione Provinciale, la scuola si trasferì in via Acquaviva, ove però ancora numerose risultarono le carenze di abitabilità confortevole, e ciò per le negligenze operative verificatesi nel corso dei lavori di restauro e riadattamento, per l'assenza dei requisiti minimi necessari per definire "scuola" il palazzotto ospitante il neonato “2° I.T.C.”, con insufficiente numero di vani disponibili rispetto alle reali esigenze logistiche di un istituto con 42 classi in organico. Ciononostante l'anno scolastico si concluse felicemente utilizzando tutti gli spazi disponibili: un corridoio di disimpegno come Sala Docenti, un piccolo corridoio terminale per l'ufficio di Presidenza e Vicepresidenza e un altro corridoio terminale ad "L" per gli uffici di Segreteria.

Mentre fervore organizzativo e fermento culturale contribuivano alla realizzazione di un "fare scuola" attivo, coerente con le nuove esigenze di democrazia scolastica e di formazione di leve giovanili in grado di affrontare il mondo del lavoro secondo i nuovi canoni formativi che la realtà socio-economica, in evidente e rapida evoluzione, richiedeva, sembrò doveroso e urgente dare al “2° I.T.C.” la denominazione definitiva. Il Collegio dei docenti a ciò deputato impiegò sei sedute, nel corso delle quali furono avanzate numerose proposte, complete di motivazioni storico-cultrurali tutte messe singolarmente ai voti. Il sesto collegio si concluse con la votazione unanime della denominazione "Istituto Tecnico Commerciale Cesare Pavese" proposta dal Preside pro tempore Filomena Salzano. In sintesi la motivazione: superare l'ingiusto, o almeno improprio, pregiudizio della netta separazione fra cultura tecnica e "umanesimo letterario ed artistico" che tacitamente consentiva un declassamento delle discipline umanistiche rispetto a quelle tecniche, privando i giovani del diritto all'acquisizione di strumenti culturali di valenza universale, che agevolano ed arricchiscono l'abitudine alla comunicazione dei linguaggi non solo in termini culturali ma anche (e soprattutto) per la loro capacità di penetrare il pensiero e l'intenzione dell'interlocutore anche se di estrazione formativa di più elevato livello. Si rilegittimava, così, per l'istruzione tecnica, la capacità di un processo formativo di integrazione culturale ed operativa autenticamente democratica ed operativamente costruttiva in ogni contesto sociale, di lavoro, di studio.

Le iscrizioni alla prima classe per l'anno scolastico 1978/1979 superarono ampiamente le previsioni, con conseguente urgente bisogno di altri vani da adibire, in parte ad aule per gli alunni, ed in parte ad uffici meno indecorosi di quelli utilizzati nel primo anno di vita della scuola. Tali locali non potevano essere reperiti nell'ex Sede Vescovile, sita in corso Trieste, perché dichiarata staticamente inagibile per attività scolastiche. L'Amministrazione Provinciale di Caserta intese provvedere a completare la fornitura dei vani necessari assegnando all'istituzione un'ala dell'ex tabacchificio di via Vivaldi. Il totale dei locali disponibili ridusse i disagi da adattamento ma non risolse appieno tutti i problemi "di sede" dell'I.T.C. "C. Pavese" di Caserta che, a tutt'oggi, attende e spera di allocarsi in un edificio che vanti almeno i requisiti fondamentali di agibilità ed igienicità propri di un edificio scolastico.

Tutte le azioni a ciò finalizzate, poste in essere dai vari Presidi che si sono succeduti nella gestione del "Pavese", dai vari docenti, dagli organi di autogoverno della scuola e dagli alunni non hanno sortito alcun effetto; l'Amministrazione Provinciale solo sporadicamente e con notevole e costante ritardo provvede a tamponare con azioni superficiali ed inadeguate le carenze di gravità tale da compromettere la continuità di realizzazione del Progetto didattico.

All'inizio dell’anno scolastico 1982/83 il Preside pro tempore Filomena Salzano ritenne maturi i tempi per arricchire l'offerta formativa al territorio con l'introduzione dell'indirizzo Programmatori.

Ovvie le motivazioni nonché le finalità formative e le terminalità occupazionali più certe e garantite; peraltro risultava essere Caserta l'unica provincia italiana priva dell'indirizzo Programmatori.

A tal fine il succitato Preside convocò il Collegio dei Docenti, organo tecnico deputato a deliberarne la richiesta al superiore Ministero, a cui fece formale proposta di affiancare all'indirizzo Amministrativo quello per Programmatori, proposta ampiamente e tecnicamente motivata. Nel merito dell'iniziativa il Collegio, in prima istanza, non si espresse in via definitiva, riservandosi una pausa di riflessione ragionevolmente breve. Come quasi sempre accade in occasione di decisioni di grande responsabilità, diverse e differenti risultarono le considerazioni circa l'opportunità di un eventuale delibera pro o contro la proposta del Preside; niente di atipico ma, anzi, prevedibile, trattandosi dai docenti che, da buoni intellettuali, non vivono mai collettivamente medesime filosofie operative, diverse essendo le correnti di pensiero ed ideologie con cui si coniugano.

Il secondo Collegio destinato all'eventuale delibera di istituzione dell'indirizzo Programmatori si espresse con apposita votazione a larghissima maggioranza per l'accoglimento della proposta del Preside. Quest'ultimo, quindi, provvide con tempestività a tutti gli adempimenti conseguenti e di obbligo. Seguì l'approvazione della Giunta Esecutiva dell'Amministrazione Provinciale con contestuale disponibilità alla fornitura di locali ed attrezzature necessarie alla realizzazione dell'iniziativa, chiaramente entro i limiti previsti dagli obblighi per legge. Ed infine il Ministero della Pubblica Istruzione, preso atto della regolarità delle procedure e della correttezza di tutti gli atti di accompagnamento della richiesta in parola, trasmise all'I.T.C. “Pavese" di Caserta il decreto di istituzione dell' indirizzo Programmatori a decorrere dall'1/9/1983.

Il territorio accolse molto favorevolmente la realizzazione di tale nuova opportunità formativa, tant'è che nel giro di cinque anni il numero di alunni frequentanti l'Istituto "C. Pavese" di Caserta aumentò di circa 1000 unità con una media annua, quindi, del 20% circa.

Gli esiti dell'azione didattico-educativa, le opportunità di collocazione nel mondo del lavoro che agevolmente si presentavano ai neodiplomati, la serietà e l'impegno con cui tutti gli operatori interni dell'istituzione "C. Pavese" affrontarono la gestione del nuovo indirizzo, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze professionali e di obbligo, motivavano la scelta dell'indirizzo Programmatori e non già il solo "far tendenza" del momento, come qualche sprovveduto perditempo si accaniva a blaterare.

L’Istituto ha avuto, poi, come Dirigenti Scolastici il professor Michele Aprile, il professor Franco de Lilla e il professor Domenico Squeglia . Attualmente è  alla direzione dell’Istituto il Prof. Salvatore Delli Paoli.

 (Sintesi dell'intervista degli studenti al Dirigente scolastico Filomena Salzano)

 

I.T.C. "Cesare Pavese" - Web Master : Prof. Abbate Luigi

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